Hai mai indicizzato dei documenti storici di FamilySearch? Se sì, hai fatto parte di una vasta squadra di volontari che ha aiutato le persone a trovare la propria famiglia.
Prima dell’indicizzazione, trovare i propri familiari nei documenti storici spesso significava trascorrere lunghe ore a scorrere microfilm o scansionare microfiche. L’indicizzazione ha cambiato tutto. Gli indicizzatori hanno trascritto informazioni chiave dai documenti storici, che sono state inserite in una banca dati consultabile, rendendo esponenzialmente più veloce e più facile l’individuazione dei familiari nei documenti storici.
La storia dell’indicizzazione è affascinante. È una storia di impegno e innovazione, di superamento degli ostacoli e di miracoli. Vediamo come questa straordinaria iniziativa ha avuto inizio e come si è sviluppata nel corso degli anni.
L’inizio di qualcosa di grande
Rendere le informazioni reperibili è una priorità assoluta per coloro che raccolgono e preservano documenti di storia familiare. Questa priorità era certamente vera per i primi membri de La Società Genealogica dello Utah — l’organizzazione che in seguito sarebbe diventata FamilySearch.
Fondata nel 1894, la Società si prefiggeva di “mantenere una biblioteca genealogica a beneficio dei suoi membri e di altre persone”. Questo obiettivo spinse i dirigenti della Società, Joseph Fielding Smith e Joseph Christenson, a fare visita alle biblioteche genealogiche degli Stati Uniti orientali per esaminarne i cataloghi, i sistemi di archiviazione e i sistemi di indicizzazione. Al loro ritorno, misero a frutto le loro nuove conoscenze per indicizzare le raccolte in rapida crescita della biblioteca della Società. I loro sforzi ricevettero grandi elogi da un ricercatore genealogico di Chicago, il quale disse che il loro sistema di indicizzazione era “il migliore che avesse mai visto”. I loro successi hanno contribuito a gettare le basi per future iniziative di indicizzazione.
Uno dei primi progetti di indicizzazione (anche se non era definito tale) ebbe luogo negli anni ’50. La Società sponsorizzò un progetto per i volontari che trascrivevano le informazioni contenute sulle lapidi. Senza l’aiuto di computer, accesso a Internet o dispositivi mobili, le persone in molti luoghi trascrivevano informazioni provenienti da centinaia di cimiteri. Queste informazioni furono aggiunte alla raccolta della biblioteca della Società, dando agli utenti accesso a informazioni che prima sarebbe stato difficile o impossibile ottenere.
L’utilizzo della tecnologia
L’indicizzazione continuò negli anni ’60 con un’iniziativa nota come Records Tabulation [programma di tabulazione dei documenti], o R-Tab. All’inizio, i membri della Società scrivevano su schede di indicizzazione i nomi presi da documenti storici. Tuttavia, divenne presto evidente che le nuove tecnologie potevano accelerare questo compito prezioso ma dispendioso in termini di tempo.
Uno dei primi nuovi strumenti ad essere utilizzato fu la flexowriter, una macchina da scrivere in grado di riprodurre i dati su nastri di carta perforati. I dati sui nastri venivano trasferiti su un nastro magnetico che veniva poi inserito in un computer — un entusiasmante passo avanti e un precursore di ciò che sarebbe avvenuto.
Per migliorarne l’accuratezza, ogni documento storico veniva indicizzato da due volontari. Il computer confrontava i due indici e forniva un elenco delle differenze per un’analisi e una riconciliazione.
Il potere dei volontari
Nonostante l’efficienza offerta dalle nuove tecnologie, il compito futuro richiedeva l’aggiunta di molti volontari. Nel 1962, La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni iniziò a chiamare missionari volontari per svolgere l’indicizzazione — o “estrazione dei nomi”, come si chiamava allora. Alcuni missionari trascrivevano le informazioni a mano, altri impararono a usare le macchine da scrivere flexowriter. Col tempo, i volontari sono stati in grado di inserire le informazioni direttamente nei terminali dei computer e le flexowriter non sono state più necessarie.
L’anno 1978 vide un’ulteriore espansione dell’iniziativa di indicizzazione quando i membri volontari della Chiesa (sia nello Utah che fuori) furono invitati a partecipare all’estrazione dei nomi a livello di palo. Questa iniziativa fu ulteriormente ampliata nel 1986 con l’estrazione dai documenti di famiglia, che permetteva alle persone di fare l’estrazione dei nomi a casa propria. Ai volontari venivano fornite fotocopie di documenti storici, che indicizzavano manualmente. I dati indicizzati venivano inseriti nei computer dei centri di palo e salvati su dischetti, che erano poi inviati a Salt Lake per essere aggiunti a una banca dati centrale. Nel 1994 furono uniti i programmi di estrazione dai documenti di famiglia e di palo.
L’indicizzazione incontra Internet
A quel tempo, anche con l’aiuto della tecnologia, indicizzare era un’impresa complicata che prevedeva molti passaggi manuali. Lo storico Kahlile B. Mehr ha descritto il processo:
“Il personale e i missionari della sede centrale della Chiesa masterizzavano le immagini da un singolo microfilm su diversi compact disc e li spedivano. Dalla parte che riceveva, i direttori del programma di estrazione di palo analizzavano ulteriormente un batch, si recavano in ciascuna casa per copiare le immagini sul computer di un indicizzatore e poi tornavano a prendere i dati indicizzati di un batch completato. I direttori dovevano poi restituire i dati alla sede centrale. Questa parte del processo è stata migliorata nel 2001, quando i direttori di palo hanno cominciato a inviare via e-mail i dati dell’indicizzazione alla sede centrale. Tuttavia, la maggior parte del processo rimaneva manuale”.
Il passo successivo nella ricerca dell’efficienza è stato quello di fornire ai volontari un programma di indicizzazione per computer che consentisse di trasmettere i dati indicizzati via Internet. La prima versione di FamilySearch indexing ha fatto il suo debutto nel 2005 e ha cambiato radicalmente sia il metodo che la velocità dell’indicizzazione.
A quel tempo, FamilySearch invitava anche i membri della più ampia comunità genealogica a partecipare all’indicizzazione, piuttosto che limitarsi a reclutare solo volontari tra i membri della Chiesa.
Non ci volle molto perché gli straordinari miglioramenti diventassero evidenti. Ci erano voluti 17 anni per indicizzare i 50 milioni di nomi contenuti nel censimento degli Stati Uniti del 1880. Al contrario, per indicizzare i 76,2 milioni di nomi del censimento statunitense del 1900 ci sono voluti solo undici mesi tra il 2006 e il 2007. E nel 2012, per indicizzare i 132 milioni di nomi del censimento degli Stati Uniti del 1940 ci sono voluti solo quattro mesi.
All’inizio del 2017, FamilySearch ha raggiunto un altro importante traguardo, quando il programma di indicizzazione è passato a un sistema basato su Internet, rendendo ancora più facile la partecipazione dei volontari. I volontari non dovevano più preoccuparsi di installare o aggiornare il software di indicizzazione; chiunque avesse un browser e una connessione a Internet poteva dare il suo contributo.
Il sostegno dei volontari
Mentre FamilySearch ha continuato, negli anni, a porre enfasi sull’indicizzazione, si è scoperta una discrepanza inaspettata, ossia che tra coloro che si erano registrati per fare indicizzazione, solo una piccola percentuale contribuiva attivamente. Questo fatto ha portato FamilySearch a cercare dei modi per istruire, motivare e apprezzare gli indicizzatori per il prezioso lavoro che stavano facendo. Un’e-mail mensile, iniziata nel 2010, offriva consigli e riconosceva i risultati raggiunti. Gli articoli del blog di FamilySearch e i video di addestramento insegnavano concetti di base e affrontavano potenziali problemi.
FamilySearch ha anche messo in evidenza il contributo degli indicizzatori condividendo feedback toccanti da parte degli utenti che hanno trovato la propria famiglia nei documenti indicizzati:
- “Sono veramente stupita da ciò che si può fare oggi per la storia familiare, comodamente da casa propria. Pensavo che avrei dovuto fare un viaggio costoso per risolvere una mia difficoltà, invece mi sono imbattuta in un documento indicizzato che mi ha aiutata nella mia ricerca. Sono molto grata per tutto l’impegno profuso da così tante persone!”
- “GRAZIE! Ringrazio tutti coloro che hanno avuto accesso ai documenti della Nuova Scozia — in particolare, l’area di Cape Breton, grazie! Sì, le mie radici scozzesi sono state confermate. Ho iniziato il mio albero familiare 18 anni fa e mi sono bloccato abbastanza rapidamente. Ho ricominciato all’inizio di quest’anno e sono rimasto sbalordito da quanto ora sia disponibile online. In 3 mesi, ho trovato antenati risalenti a oltre 200 anni fa”.
- “Per anni non ho potuto fare progressi nella mia ricerca familiare, principalmente perché vivo in un paese diverso. Poi, un giorno, grazie all’indicizzazione, è emersa questa nuova funzione con possibili collegamenti e sono riuscita a fare progressi. Grazie”.
- “Ho trovato i miei amati antenati cechi. Ho le lacrime agli occhi… Dio benedica ogni singola persona che ha contribuito a questo miracolo”.
Nel 2019, FamilySearch ha aggiunto un modo tramite cui le persone che utilizzavano i documenti indicizzati potessero inviare un messaggio di ringraziamento ai volontari specifici che avevano svolto l’indicizzazione.
Fare la storia con gli eventi di indicizzazione
Parte del divertimento di essere un volontario è entrare in contatto con altri volontari. L’1 e il 2 luglio 2012, FamilySearch ha patrocinato il suo primo grande evento di indicizzazione, che ha coinvolto partecipanti da tutto il mondo. I conteggi finali hanno rivelato che quasi 50.000 volontari hanno lavorato insieme per indicizzare e arbitrare oltre 10,3 milioni di documenti.
Dal 2014 al 2017 si sono susseguiti eventi di indicizzazione a livello mondiale che hanno avuto un successo simile. Nel 2017, quasi 80.000 volontari provenienti da 116 paesi hanno indicizzato oltre 7 milioni di documenti.
Col tempo, l’enfasi si è spostata da un singolo evento annuale mondiale a eventi locali continuativi. FamilySearch ha fornito guida e supporto, ma la vera iniziativa era nelle mani di appassionati di indicizzazione locali. Il risultato è stata una vasta gamma di attività in tutto il mondo, come un’iniziativa di indicizzazione per i giovani nelle isole Tonga, una sfida per un milione di nomi a Northampton, in Inghilterra, il servizio dei detenuti nella Contea di Kane, nello Utah, e un’iniziativa per i giovani “Indexing-mania” in Messico.
Espansione delle lingue per l’indicizzazione
Man mano che l’indicizzazione prendeva piede, emergeva un divario linguistico. Nel 2015, FamilySearch ha offerto un numero di documenti in inglese circa 20 volte superiore a quello di tutte le altre lingue messe insieme. È stato quindi lanciato un appello per trovare volontari che potessero indicizzare in lingue diverse dall’inglese.
Grazie a migliaia di volontari con competenze linguistiche, questo divario si è ridotto notevolmente. Uno sguardo alle raccolte di documenti storici di FamilySearch mostra che circa il 60 percento dei suoi 20,5 miliardi di documenti proviene da paesi in cui si parlano lingue diverse dall’inglese. Man mano che FamilySearch espande le sue raccolte di documenti e la sua portata globale, possiamo aspettarci che sempre più documenti diventino disponibili in tutto il mondo.
L’indicizzazione si evolve con Partecipa [Get Involved]
A RootsTech 2022 è stata annunciata una nuova piattaforma per i volontari che si chiama Partecipa. Disponibile per Internet [Partecipa] e per dispositivi mobili [Get Involved], la piattaforma offre una varietà di progetti di volontariato. L’indicizzazione è stata aggiunta alla piattaforma Partecipa.
Nell’aprile 2022, poco dopo l’annuncio a RootsTech, FamilySearch ha lanciato un progetto su Partecipa per il censimento degli Stati Uniti del 1950. A differenza dei precedenti progetti di indicizzazione di censimenti, questo è iniziato con un indice generato dall’intelligenza artificiale (IA), che i volontari hanno esaminato per verificarne l’accuratezza. In soli 3 mesi, oltre 185.000 volontari hanno revisionato oltre 151 milioni di nomi. Questo progetto è stato unico anche perché i volontari hanno potuto scegliere i nomi di loro interesse da revisionare.
Nel complesso, il progetto è stato un successo, anche se non privo di sfide. Tuttavia, FamilySearch si è impegnato a migliorare le esperienze future sulla base delle lezioni apprese da questo progetto.
In che modo l’indicizzazione ha influito sui volontari
Per i volontari, l’indicizzazione è stata più di un compito genealogico o di un passatempo interessante. È stata fonte di pace, di gioia e persino di miracoli.
Un uomo ha indicizzato documenti durante il tempo libero mentre lavorava lontano da casa in Iraq. Per lui, indicizzare era “rilassante e soddisfacente”. Un altro uomo ha trovato uno scopo nella sua battaglia contro il cancro mentre indicizzava nella sua stanza d’ospedale.
Una madre ha raccontato come l’indicizzazione sia stata una benedizione per sua figlia che ha necessità speciali, la quale ha iniziato a trascorrere più tempo con i familiari invece che nella sua stanza. L’indicizzazione ha aiutato una famiglia a rimanere in contatto durante la pandemia di COVID-19 e a trarre forza l’uno dall’altro e dal passato.
Per alcuni, l’indicizzazione è stata un modo semplice e sicuro per saperne di più sui documenti storici, e questo ha dato loro maggior sicurezza nel dedicarsi alla propria storia familiare. Alcuni volontari hanno persino trovato persone da aggiungere al proprio albero familiare. Un’indicizzatrice ha notato, nel suo albero, un antenato che non aveva un coniuge. Ha potuto scoprire rapidamente il suo atto di matrimonio — un documento che non era stato trovato in precedenza perché era stato indicizzato da poco. Immagina la sua sorpresa quando ha visto che lei aveva contribuito a indicizzare la raccolta che includeva l’atto di matrimonio. “Non avrei mai immaginato che indicizzare quel batch, mi avrebbe giovato personalmente”, ha detto.
Ashley, volontaria di 16 anni, l’ha riassunto bene: “L’indicizzazione mi ha insegnato che alcune delle cose più importanti che possiamo fare sono cose piccole e semplici che, però, fanno una grande differenza”.
Dove siamo oggi e cosa ci riserva il futuro
I contributi degli ultimi due decenni sono stupefacenti. Dal 2005 (quando è stato lanciato il programma per computer FamilySearch indexing) alla fine del 2024, oltre 1,5 milioni di volontari da tutto il mondo hanno portato a termine quasi 4.000 progetti di indicizzazione. Questi progetti hanno riguardato 100 paesi e 28 lingue. Qual è stato il risultato? Oltre 5 miliardi di documenti sono stati indicizzati e messi a disposizione delle persone alla ricerca della propria famiglia.
Ron Sanders, responsabile di produzione di FamilySearch, ha condiviso le sue osservazioni sull’indicizzazione:
“È stimolante riflettere su quanta strada hanno fatto i nostri processi di indicizzazione… [I programmi passati si sono] costruiti l’uno sull’altro, incorporando le migliori tecnologie disponibili in ogni fase. Mentre una volta ci affidavamo esclusivamente a iniziative manuali e guidate da volontari, da allora abbiamo assistito a straordinari progressi tecnici che potenziano l’impegno umano. Queste innovazioni hanno trasformato la portata, la velocità e l’efficienza del nostro lavoro…
L’indicizzazione continuerà ad evolversi, con l’indicizzazione computerizzata che diventerà un metodo più efficace al fine di passare per la prima volta alla trascrizione dei documenti e con i volontari che apportano le correzioni in modo efficiente. Il sito Partecipa e gli entusiasmanti progressi nell’indicizzazione computerizzata sono la porta d’accesso al futuro dell’indicizzazione”.
Ti starai chiedendo: c’è ancora bisogno di volontari? Certamente! La tecnologia ha cambiato — accelerando drasticamente — la disponibilità e la consultabilità dei documenti storici. Ci saranno progressi futuri che ora possiamo a malapena sognare. Le persone daranno comunque contributi unici che non possono essere duplicati dagli strumenti tecnologici, per quanto siano avanzati. La migliore tecnologia non può sostituire il giudizio e l’intuizione umani e, soprattutto, la connessione tra le persone.
C’è ancora molto lavoro da fare mentre continuiamo a fare passi da gigante verso l’obiettivo di FamilySearch di indicizzare il maggior numero possibile di documenti provenienti da tutto il mondo e di aiutare le persone a collegarsi con la propria famiglia. Speriamo che ti unirai a noi!
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